Fluency inglese: scoperto il meccanismo che la facilita grazie a uno studio

Fluency inglese: l’automatismo lessicale è la vera svolta

Un recente studio ha finalmente fatto chiarezza in merito alla fluency inglese: non basta conoscere il vocabolario e le regole grammaticali. Serve una vera e propria automazione del vocabolario che si apprende in contesti specifici e solo praticando attivamente la lingua.

Capiamone insieme di più in questo articolo.

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Fluency inglese: cosa dice lo studio

Lo studio svoltosi recententemente presso la Waseda University ha coinvolto in totale 210 studenti giapponesi in test specifici quali: conoscenza del vocabolario e produzione orale spontanea in lingua inglese.

Lo studio ha reso possibile individuare due tipi di competenza: la conoscenza dichiarativa (DVK) ovvero la capacità di riconoscere parole al di fuori di un contesto e la capacità automatizzata (AVK), cioè la rapidità e precisione con cui una persona riesce a usare le giuste parole in contesti reali. Senza sforzi o impedimenti.

La differenza è quindi netta: chi possiede l’AVK risulta più fluente di chi possiede la DVK.

In senso pratico chi possiede l’AVK riesce ad accedere al proprio lessico in modo più scorrevole, rapido e senza pause. Proprio perchè sa come attuare il vocabolario in determinati contesti.

La pratica al centro della fluency

Un altro test chiave che ha permesso di comprendere meglio i meccanismi della fluenza è stato il test della narrazione di una storia a partire da alcune immagini.

La fluidità con cui si parla una lingua diversa dalla nostra

Questo è un test molto importante perchè mette sotto pressione proprio chi non riesce ad accedere con una certa rapidità a vocaboli, sopratutto se usati con poca frequenza.

Proprio in questo frangente diventa evidente chi possiede un lessico automatizzato e chi no. Le pause aumentano infatti per chi non ha interiorizzato nella maniera corretta le parole nei vari contesti. Segno che la mente costruisce man mano le frasi cercando di volta in volta i termini più adatti a tale contesto.

Al contrario, chi ha sviluppato l’AVK riesce a parlare in modo più veloce perchè sa richiamare al momento il termine giusto senza esitazioni.

La conoscenza dichiarativa a conti fatti si rivela molto limitata. Sapere il significato di una parola non basta occorre saperla contestualizzare nella maniera corretta e nel flusso del discorso.

Come si allena la fluenza?

La buona notizia è che quindi ottenere con maggiore facilità la fluency è possibile: lo studio suggerisce un apprendimento che combina apprendimento dei vocaboli con il loro utilizzo in contesti reali… come ad esempio un Educo Camp!

Ascoltare, leggere ma soprautto parlare e mettere in pratica la lingua con costanza facilita l’automatismo. La memoria qui diventa consapevole e grazie all’automatismo permette di pensare e parlare direttamente in inglese senza necessità di tradurre.

Nei nostri campi facciamo esattamente questo: facilitiamo un automatismo perchè i vocaboli vengono appresi direttamente dal loro contesto.
Proprio per questo chi apprende l’inglese dai nostri campi non lo dimentica perchè interiorizza i vocaboli e riesce a richiamarli in qualsiasi momento, con rapidità e naturalezza.