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ENGLISH EVERYWHERE – how, when, why? Prof. Paolo BALBONI A ROMA

Sabato 13 Gennaio 2018
Università LUMSA (aule 4-5)
p.zza Vaschette, 101 - Roma
formazione@educoitalia.it
sud@educoitalia.it
089 842 3493

Obiettivi:Sensibilizzare le docenti ad approcciarsi a nuovi metodi d’insegnamento della lingua inglese, e delle lingue straniere in genere. Dimostrare l’importanza del ruolo del coinvolgimento emotivo dei discenti nel processo dell’apprendimento di una lingua straniera. Fornire alle docenti la capacità di migliorare sensibilmente la qualità e l’efficacia dell’insegnamento, coinvolgendo affettivamente gli studenti, andando così a stimolare la creatività e la memoria degli stessi. Spingere i docenti a mettere in discussione la loro figura, non solo insegnanti di una lingua straniera ma anche e soprattutto di mediatori di dimensioni interculturali differenti dalla nostra.

Destinatari:Docenti di lingua inglese delle scuole private e pubbliche/paritarie della scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di 1° grado.

PROGRAMMA

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8:30 9:00 REGISTRAZIONI
9:00 9:30 WELCOME PROF. RAFFAELE NASTI – PROF.SSA MARIA SARANDRIA
9:30 10:30 MOTIVARE E MOTIVARSI PROF.SSA VALERIA CARICATERRA
10:30 11:00 COFFEE BREAK
11:00 13:30 ENGLISH EVERYWHERE PROF. PAOLO BALBONI

Paolo Balboni è un linguista italiano, docente universitario e studioso di glottodidattica, autore di saggi per la didattica delle lingue straniere e di manuali di italiano L2. Attualmente è Presidente della Fédération Internationale des Professeurs de Langues Vivantes e Direttore del Centro di Didattica delle Lingue della prestiiosa Università Ca’ Foscari di Venezia.
A lui si deve l’elaborazione di un nuovo modello di unità didattica per l’insegnamento delle lingue straniere, che sviluppa e supera i modelli classici elaborati dalla glottodidattica italiana (e dallo stesso Balboni) a partire dagli anni Settanta. Il modello balboniano di unità didattica, infatti, pur ispirandosi alle fasi tradizionali di motivazione, globalità, analisi, sintesi e riflessione sulla lingua, si presenta più flessibile e si rifà all’immagine della rete: l’unità didattica non viene più concepita in quanto una rigida successione di fasi, ma una rete di unità di apprendimento, nella quale non si ha una sequenza prestabilita tra le varie unità e i materiali tradizionali vengono integrati con vari altri media.
Fino agli anni Sessanta, il sistema scolastico era visto come una cosa “seria”, ma il Sessantotto (seguito in Italia dal Settantasette e sfociato nelle sperimentazioni scolastiche) e l’avvento imperioso dei mass media e della globalizzazione hanno favorito la scoperta del ruolo delle emozioni nell’insegnamento.
Le emozioni sono risposte adattive (in senso darwinistico, cioè finalizzate alla sopravvivenza e all’adattamento) della mente alle pressioni esterne: è quindi fondamentale tener conto delle emozioni, viste come reazioni psico-fisiologiche a eventi quali un corso di lingua, la difficoltà a comunicare in una lingua straniera, la complessità del relazionarsi con gli altri nel mondo odierno, così soggetto alla globalizzazione.
Il professor Balboni, nel suo intervento, metterà quindi a fuoco tutti gli elementi utili al docente per favorire un approccio emozionale all’insegnamento della lingua inglese, focalizzandosi sull’interazione tra docente e discente e su quanto tale approccio potrà risultare prezioso per l’apprendimento.

L’intervento della prof.ssa Valeria Caricaterra, docente presso l’Università LUMSA di Roma, tenterà di sollecitare nei partecipanti una riflessione personale sul proprio insegnare. Partendo dal presupposto che il tema della motivazione è centrale nei percorsi di apprendimento, soprattutto dell’apprendimento significativo legato allo sviluppo di competenze sia disciplinari che transdisciplinari. L’alunno non motivato, infatti, rischia di fallire e di uscire prematuramente dal sistema di istruzione andando ad alimentare il fenomeno della dispersione scolastica. La questione di fondo è, allora, individuare quali siano le strategie e i punti di forza a cui l’insegnante deve far riferimento per favorire la motivazione dei propri allievi verso il sapere. Tuttavia indagare questo come l’unico aspetto del tema motivazione, non consente di rispondere completamente alla questione. Vi è infatti un ulteriore aspetto dal quale non si può prescindere: se un docente deve motivare, egli deve essere a sua volta motivato. La domanda dunque è come può un insegnante motivarsi costantemente per tutto l’arco della sua vita professionale?

ISCRIZIONI

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Per partecipare è necessario inviare la scheda di iscrizione compilata a formazione@educoitalia.it. Al fine di ottenere l’attestazione di frequenza tramite S.O.F.I.A., i docenti interessati dovranno provvedere a iscriversi anche sulla piattaforma http://sofia.istruzione.it/entro il 12 gennaio 2018 (cod. Iniziativa 9485 – cod. Edizione 13126).

Modulo d’adesione